COSA DICIAMO

Comunicato stampa
6 febbraio 2014

I Comitati Se non ora quando che sottoscrivono questo comunicato stampa manifestano tutta la loro disapprovazione per la presenza del Premier Enrico Letta, alla Cerimonia Inaugurale del Giochi Olimpici Invernali di Sochi.
Con estrema delusione e disappunto dobbiamo constatare come il nostro Paese, ancora una volta, dia il segno di una totale insensibilità verso i diritti delle persone LGBT, pesantemente discriminate in Russia.
La presenza di Letta sottolineerà solo l’arretratezza nella quale si trova l’Italia, in tema di diritti alla persone LGBTI e di omofobia.
La gravità dell’atteggiamento della Russia, lesivo dei diritti delle persone LGBT e quindi di diritti umani, imponeva una decisione diversa, come hanno fatto tanti altri Capi di Stato. Le donne lesbiche in Russia sono costrette a difendersi non solo dalla legge, ma da una cultura machista e che discrimina e costringe a vivere nell’ombra le persone omosessuali. Da sempre Se non ora quando è a fianco di Arcilesbica e delle associazioni impegnate nella difesa dei diritti LGBTI. Vogliamo, anche in questa circostanza, essere ancora al loro fianco, manifestando tutta la nostra disapprovazione per questa scelta.
Snoq Riviera del Conero, Genova, Mantova, San Donà del Piave, Verona, Pulsano Cerignola, Ancona, Salerno, Pordenodne, Venezia, Barletta, Mogliano Veneto, Cava de’ Tirreni,  Napoli, Cerveteri, Reggio Calabria

 

National_Association_Against_Woman_Suffrage

Comunicato stampa
5 febbraio 2014

Esiste una realtà in questo Paese: il sessismo.

Il sessismo è la discriminazione di un sesso derivante dalla presunta superiorità di uno (maschile) sull’altro (femminile) e la tendenza a valutare le capacità delle persone sulla base dei loro ruoli sessuali. E’ una parola che non piace: sarà perché parla di una cultura primitiva e violenta, di prevaricazione e possesso, di umiliazione e sofferenza; sarà perché parla di dolore e di morte.

In Italia siamo circondati dal sessismo, è bene saperlo!

Esistono pregiudizi, abiti e atteggiamenti culturali che non è facile modificare. Per modificarli bisogna essere consapevoli che esistono, bisogna saperli riconoscere e condannarli, sempre e comunque.

Il sessismo è dovunque, anche nella lingua che usiamo e lo subiamo sin dalla primissima infanzia quando ci disegnano addosso un mondo duale: maschio/femmina con modelli definiti ai quali adattarsi e dove la donna ha il suo ruolo principale in cucina o a letto, in ogni caso sottomessa, subalterna, vicaria del maschio.
E’ una cultura dove le donne sono salvate, prese, portate, condotte, consigliate, indirizzate. Quasi mai sono libere e si autodeterminano. Quasi mai decidono nella piena consapevolezza di sé. Quando invece ciò accade e quando quello che fanno non piace, arriva immediatamente il sessismo a soccorso dell’uomo che non sa gestire questa libertà.

Le donne che camminano, che vanno per strada, nel mondo, che decidono in autonomia, magari sbagliando, come capita a chi fa le cose, lo sanno. Sanno che potrebbero trovare maschi arrabbiati decisi a punirle, potrebbero diventare vittime di un atto primitivo e “bellico”, vittime di stupro verbale o reale.

Succede quotidianamente alle donne che decidono di sé, succede alle donne che occupano i posti di potere e i posti di lavoro, che oggi sono così scarsi. Ci sono poi i casi famosi: Rosy Bindi, Cecile Kyenge, Laura Boldrini, Loredana Lupo.

Esiste una realtà, le donne, tutte, di tutti gli orientamenti, devono avere tolleranza zero: quando succede, ovunque succeda, è necessario essere solidali, ma soprattutto urlare sempre, e a voce molto alta, NON TI E’ PERMESSO!!!

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Comunicato stampa  
17 gennaio 2014 

Per un’altra Europa, laica e dei diritti

Per un’altra Europa, laica e dei diritti”: è questo l’appello alla mobilitazione e alla costruzione di una rete europea di donne che parte da Firenze con il nome di WOMENAREUROPE.
Le donne del coordinamento 194 ne fanno parte.
La rete nasce dalla consapevolezza che non basta più agire a livello locale. Una dopo l’altro arrivano infatti gravi notizie da tutta Europa: il Parlamento europeo ha bocciato la risoluzione Estrela che sollecitava gli stati dell’Unione a sviluppare una legislazione che permettesse ad ogni persona di vivere liberamente la propria sessualità e decidere se interrompere la gravidanza senza alcun rischio; il governo spagnolo ha approvato una proposta di legge che riduce le possibilità di interrompere volontariamente una gravidanza; in Svizzera si svolgerà nei primi di febbraio, un referendum per abrogare la gratuità del servizio di Interruzione volontaria di gravidanza.
Occorre reagire!!! 
Oltre a ribadire che sulla maternità alle donne spetta “La prima parola e l’ultima”, riteniamo doveroso sottolineare che le politiche che si stanno intraprendendo in tutta Europa contro il diritto di autodeterminazione delle donne, oltre a minare di fatto il diritto di scelta e di salute delle donne stesse, rischiano di rafforzare anche una divisione di classe. Chi paga si vedrà assicurati questi diritti e chi non ha da pagare, oltre a non avere assicurato il diritto di scelta, rischierà di vedersi negato anche il diritto alla salute, dovendo ricorrere a pratiche abortive illegali ed insicure.
La rete che si sta costruendo pone l’accento su laicità e diritti. Questo perché la possibilità di scelta in materia di sessualità e orientamento sessuale deve essere qualcosa che non riguarda solo le donne, ma un indicatore di libertà per tutte e per tutti. Per questo propone a tutte le donne europee di avviare iniziative destinate a sfociare in una manifestazione per il prossimo 8 marzo. Sappiamo anche che questo non può essere l’unico obbiettivo: non è più sufficiente pretendere solo l’aborto legale, ma è necessario impegnarci per riprendere il dibattito su una libertà di scelta più ampia e che si misuri con una vita affettiva e sessuale libera dall’obbligo della procreazione e sostenuta da una reale disponibilità di reddito.
Per aderire: http://goo.gl/EFgIQ3
Pagina FB: https://www.facebook.com/womenareurope
Blog: http://womenareurope.wordpress.com 
17 Gennaio 2014                                                                            Coordinamentodifesa194

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Comunicato stampa
13 gennaio 2014

Per un’altra Europa, laica e dei diritti”: si intitola così l’appello alla mobilitazione e alla costruzione di una rete europea di donne che parte da Firenze e che si propone di chiamare WOMENAREUROPE. L’appello ha cominciato a girare in rete e ha già raccolto molte adesioni.
Le informazioni per aderire sono su facebook https://www.facebook.com/womenareurope o sul blog http://womenareurope.wordpress.com/, il modulo per l’adesione si trova all’indirizzo http://goo.gl/EFgIQ3.
Dopo che il Parlamento europeo ha bocciato la risoluzione Estrela, che sollecitava gli stati dell’Unione a sviluppare una legislazione che permettesse ad ogni persona di vivere liberamente la propria  sessualità e di decidere  se interrompere la  gravidanza senza alcun rischio, dopo che il governo spagnolo ha approvato una proposta di legge che riduce le possibilità di interruzione volontaria della gravidanza, si è sentita da parte di numerose donne, singole e associate, l’esigenza di reagire.
Ricordando la frase con cui si apriva una manifestazione nazionale di quasi vent’anni fa (Roma, 3 giugno 1995), affermiamo che sulla maternità alle donne spetta “La prima parola e l’ultima”.
La rete che si sta costruendo pone l’accento sulla laicità e sui diritti, con la convinzione che la possibilità di scelta in materia di sessualità e di orientamento sessuale sia qualcosa che non riguarda solo le donne, ma costituisca un indicatore di libertà per tutte e tutti. Propone quindi alle donne europee di avviare iniziative destinate a sfociare in una manifestazione per il prossimo 8 marzo.
Ringraziamo Anarkikka per averci regalato un bellissimo logo.
Per aderire: http://goo.gl/EFgIQ3
Pagina FB: https://www.facebook.com/womenareurope
Blog: http://womenareurope.wordpress.com

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