ASTENUTI DAI DIRITTI, ORA BASTA! di Anna Pompili – ginecologa LAIGA

La morte di Savita Havalanappar, avvenuta poco più di un anno fa, forse non è che uno sbiadito ricordo per le coscienze degli europarlamentari del PD (David Sassoli, Silvia Costa, Franco Frigo, Mario Pirillo, Vittorio Prodi e Patrizia Toia) che si sono astenuti sul “Report on Sexual and Reproductive Health Rights” firmato dalla portoghese Edita Estrela.

Savita, una piccola donna indiana di 31 anni, morta di setticemia nell’ottobre dello scorso anno in un ospedale europeo, un ospedale della cattolicissima Irlanda. Savita era incinta alla 17° settimana, affetta da una grave infezione, e solo l’aborto avrebbe potuto salvarla. Ma quando ha chiesto di poter abortire, quando ha chiesto di vivere, i medici le hanno risposto che non era possibile, perché l’Irlanda è un paese cattolico. I medici le hanno spiegato che sarebbero intervenuti solo dopo la “morte” del feto, il cui cuore ha continuato a battere ancora per due giorni, troppi. Savita è morta cinque giorni dopo.

Il rapporto Estrela impegnava i governi degli stati membri, anche la cattolicissima Irlanda e persino la nostra cattolicissima Italia, a promuovere la salvaguardia della salute riproduttiva attraverso l’accesso alla informazione sessuale, alla contraccezione e all’aborto sicuro. Troppo aggressivo, secondo David Sassoli, che difende le diverse sensibilità di ciascun Paese su temi come questo, “eticamente sensibili”, e che afferma di aver difeso, con la sua astensione, la legge italiana sull’IVG. Per Sassoli l’obiezione di coscienza sarebbe non un ostacolo all’applicazione della legge, ma un suo pilastro. Le percentuali imbarazzanti di tale obiezione, che di fatto negano alle donne la possibilità di decidere della propria vita, del proprio corpo, della possibilità di essere madri responsabilmente, e che sono la causa del ritorno alla clandestinità da più parti denunciato, non scuote la sua, di coscienza. Ne’ scuote quella di Silvia Costa e Patrizia Toia, che hanno firmato un intervento sull’argomento sulle pagine dell’Unità.

L’aborto è un diritto? No, rispondono con orrore i sei di Strasburgo, dimenticando cosa significhi la clandestinità, e quale prezzo le donne hanno pagato, e forse stanno tornando a pagare, al silenzio delle coscienze rispettose delle “diverse sensibilità”. 

Credo sia tempo di parlare chiaro.
Credo che la sinistra nel nostro Paese debba ricominciare a pensare che i diritti umani (e la salute riproduttiva lo è a pieno titolo) non sono temi secondari rispetto alla drammaticità della crisi economica, temi per i tempi di “vacche grasse”, restituendo dignità a quella sua vocazione originaria da troppo tempo dimenticata. 
Credo che il PD debba dire a chiare lettere la sua posizione in tema di aborto, contraccezione, fecondazione medicalmente assistita, laicità dello stato. Lo deve a quelle cittadine che vedono i loro diritti calpestati in nome di un’etica superiore, e che sono costrette spesso ad una dolorosa migrazione in altri paesi per esercitarli. Anche se la legge italiana è una delle più avanzate d’Europa.

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Una risposta a ASTENUTI DAI DIRITTI, ORA BASTA! di Anna Pompili – ginecologa LAIGA

  1. Celia Pariona ha detto:

    Siamo coerenti difficile pronunciarsi “si perdono voti e sostegno istituzionali e per le cariche per i progetti e ancora altro ma si ci sei batte un colpo.
    Senza altro più educazione e un impegno della società tutta .

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