COSA NON VA NEL COSIDDETTO DL “CONTRO IL FEMMINICIDIO”?

L’8 agosto 2013 il Consiglio dei Ministri ha presentato un “decreto sicurezza”, che è stato definito anche “decreto contro il femminicidio”.

Abbiamo sperato tutte per qualche ora che questo decreto contenesse un piano organico e organizzato per combattere la violenza di genere, che contenesse delle novità in termini di norme legali per velocizzare i processi a carico dei maltrattanti o comunque delle norme innovative, ma non abbiamo trovato nulla di tutto questo. Abbiamo sperato che ci fossero i finanziamenti per i centri anti-violenza e per l’educazione di genere nelle scuole, ma non ci sono. Abbiamo sperato di trovare scritta nel DL la parola FEMMINICIDIO, questo forse sarebbe stato il riconoscimento minimo del lavoro fatto da tante e da tanti in questi anni, ma non c’è nemmeno questo.

Difficile gioire per questo DL, è un bene che il Governo abbia deciso di fare qualcosa sulla  violenza di genere, ma questo decreto è davvero troppo poco. Riteniamo una parte del DL addirittura pericolosa: la norma della non revocabilità della denuncia da parte delle donne deve essere assolutamente rivista per due motivi: il primo è che le donne devono avere la libertà di scegliere, perché anche attraverso questo passa la loro autodeterminazione; il secondo motivo è che il 70% delle donne uccise quest’anno avevano già denunciato i propri compagni. Se lo Stato obbliga alla denuncia le donne deve poi far rispettare le leggi, velocizzare i processi e farsi carico di chi è troppo a rischio, come viene fatto con i testimoni di mafia. Ma in questo DL non c’è nemmeno un soldo di finanziamento.

Quello che non va è che norme maggiormente repressive non contribuiscono ad eliminare la violenza che affonda le sue radici nella società e nel pensare comune e si nutre di stereotipi talmente radicati che non sono più percepiti, sono diventati invisibili.  Non abbiamo bisogno di decreti d’urgenza, ma di piani ragionati e strutturali, perché la violenza affonda le sue radici nella cultura e purtroppo sono radici profonde.

La violenza di genere non è un problema di ordine pubblico è qualcosa di molto più complesso.

 

Chiediamo dunque alle Commissioni parlamentari che stanno esaminando il testo di modificare questo DL, di ascoltare le associazioni che si occupano di violenza e semplicemente di applicare la Convenzione di Istanbul e la Convenzione NO MORE.

SNOQ Firenze

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Una risposta a COSA NON VA NEL COSIDDETTO DL “CONTRO IL FEMMINICIDIO”?

  1. L’ha ribloggato su antropologia e sviluppoe ha commentato:
    Ancora una volta il problema riguarda l’affrontare la questione culturale..

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